Warning: mysql_fetch_assoc() expects parameter 1 to be resource, boolean given in /web/htdocs/www.balkanwinexpo.com/home/includes/inc.config.php on line 7

Warning: mysql_num_rows() expects parameter 1 to be resource, boolean given in /web/htdocs/www.balkanwinexpo.com/home/includes/inc.funzioni.php on line 1579

Warning: mysql_free_result() expects parameter 1 to be resource, boolean given in /web/htdocs/www.balkanwinexpo.com/home/includes/inc.funzioni.php on line 1582
Mercato del vino in Albania: fiera del vino dei Balcani Balkan Wine Expo

home » expo » il mercato

I Balcani, Nuova Frontiera per il vino

Il Mercato del vino
Un mercato importante destinato a crescere

Nei Balcani la coltivazione e la produzione di vino sono fortemente frammentate: ci sono tanti piccoli agricoltori che vendono la loro uva ai produttori di vino.
La qualità complessiva è quindi di basso livello proprio perché le uve sono diverse e provengono da vigneti diversi, mentre si registra una domanda crescente di vino di buona qualità: ecco perché c’è una grande attenzione alla produzione italiana in primis, a quella dei paesi confinanti (Montenegro e Grecia) e quella francese.
L’andamento del mercato del vino in Albania nel 2010 ha registrato in termini di valore di vino importato, i 6,6 miliardi di lek, con una variazione positiva del 16% rispetto al 2009. In questo paese l’Italia detiene la quota maggiore dell’import (con il 77%), seguita dalla Francia, dal Montenegro (rispettivamente con il 6%), dalla Macedonia, dalla Spagna (con il 4%), dalla Grecia (2%).
Il vino esportato dall’Albania verso i paesi Balcanici è orientato soprattutto verso il Kosovo, la Macedonia e la Bosnia.
Prima di pensare di esportare il proprio vino, tutta l’area balcanica punta a soddisfare la domanda interna. Il Governo albanese sta investendo per colmare il gap tecnologico esistente, incentivando gli agricoltori che impiantano nuovi vigneti con 5.000 dollari ad ettaro; quest’area diventerà la nuova frontiera del mercato del vino, per sé e anche per aprirsi verso l’immenso bacino russo, abbattendo oneri di costi doganali attraverso la Serbia.